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11terra santa

Aggiornamenti Covid 19 -Terra Santa

Informazioni utili ed aggiornamenti in merito alle norme di ingresso in Israele e per il tuo pellegrinaggio in Terra Santa.


 

Aggiornamento COVID 18  – 27 maggio 2022

 
COVID-19. Aggiornamento
 INGRESSO. Dal 21 maggio 2022 non è più necessario effettuare alcun test Covid-19 né quarantena per fare ingresso in Israele.

Ai viaggiatori è comunque richiesto di:

  • compilare l’Entry Statement Form nelle 48 ore che precedono la partenza;
  • essere in possesso di una copertura assicurativa che copra anche i costi legati al Covid-19. ( già inclusa nei pellegrinaggi che potrai acquistare con noi – guarda le partenze

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del Ministero della Salute e del Ministero del Turismo israeliani. 

Aggiornamento COVID 18  – 18  maggio 2022

A decorrere dal 21 maggio 2022 (ovvero dalla mezzanotte tra venerdì 20 maggio e sabato 21 maggio), non sarà più necessario effettuare alcun test Covid, né quarantena all’arrivo. 

Resterà comunque obbligatorio compilare l’apposito “Entry Statement Form” (v. punto 4) , nelle 48 ore che precedono la partenza, e l’utilizzo della mascherina a bordo.

Si raccomanda infine a tutti i connazionali di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i costi connessi al Covid-19.

 

Aggiornamento COVID 19  – 1 Marzo 2022

NORMATIVE E REQUISITI DI INGRESSO IN ISRAELE E RIENTRO IN ITALIA PER I CITTADINI ITALIANI 

Dal 1° marzo Israele è aperta ai viaggiatori vaccinati e non vaccinati.

Per “viaggiatore vaccinato” si intende chi ha completato la vaccinazione antiCovid con due o più dosi (la data dell’ultima dose di vaccino deve precedere di almeno 14 giorni l’ingresso in Israele, ma non deve risalire a più di 180 giorni rispetto alla data di uscita da Israele e rientro in Italia). Per chi è guarito dal Covid valgono regole e scadenze differenti che verificheremo di volta in volta. La vaccinazione/guarigione va attestata con il Green Pass europeo.

Non essersi recati nei 14 giorni precedenti la partenza in uno dei Paesi classificati da Israele nella cosiddetta “Red list”.

In partenza dall’Italia esibire l’esito negativo di un Tampone Molecolare (PCR) eseguito non più di 72 ore prima dalla partenza presso un centro autorizzato. Il referto deve essere in lingua Inglese e riportare i dati di passaporto del viaggiatore.  (N.B. non è accettato il Test Antigenico rapido).
All’arrivo in Israele è previsto un Tampone Molecolare (PCR).
Per il rientro in Italia dal 1° marzo è richiesta la seguente documentazione, in base all’Ordinanza 22 febbraio 2022 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/02/23/22A01318/sg

Il formulario digitale di localizzazione del passeggero (digital Passenger Locator Form o dPLF) da presentare al vettore al momento dell’imbarco. Il dPLF può essere esibito in formato digitale o cartaceo. In caso di mancata compilazione del dPLF, il vettore può rifiutare l’imbarco.

  • Vaccinazione completa con vaccino autorizzato dall’EMA, effettuata da meno di 9 mesi (Certificazione Digitale UE o certificazione equivalente per le autorità italiane)
  • Vaccinazione completa con vaccino autorizzato dall’EMA e dose di richiamo (cd. booster), in formato Certificazione Digitale UE o certificazione equivalente per le autorità italiane
  • Guarigione da COVID-19, da meno di 6 mesi (formato Certificazione Digitale UE o certificazione equivalente per le autorità italiane)
  • Risultato negativo di test molecolare condotto con tampone nelle settantadue (72) ore prima dell’ingresso in Italia o test antigenico condotto con tampone nelle quarantotto (48) ore prima dell’ingresso in Italia.

    Le certificazioni da a) a d) possono essere esibite in formato digitale o cartaceo.

Per maggiori dettagli rimandiamo al seguente link https://www.viaggiaresicuri.it/approfondimenti-insights/saluteinviaggio

Essendo la situazione in continua evoluzione, tali misure o requisiti sono soggetti ad aggiornamenti costanti. Vi raccomandiamo quindi di consultare previamente la normativa aggiornata, facendo riferimento alle fonti di informazione delle autorità competenti.

 

Aggiornamento COVID 19  -22 febbraio   2022 

 Roberto Speranza, ha firmato ieri 22 febbraio il provvedimento “che nell’art. 5 recita: ‘A decorrere dal 1 marzo 2022 cessano di applicarsi le misure previste dalle ordinanze del Ministro della Salute 28 settembre 2021, 22 ottobre 2021, 14 dicembre 2021 e 27 gennaio 2022”.

Pertanto si abrogano le Liste e i divieti in esso contenuti con i quali si limitavano gli spostamenti

Al rientro resta obbligatorio la compilazione del DLPF

Ingressi in  Israele al 10 Gennaio 2022 

 Per l’ingresso e l’uscita da Israele sono in vigore le seguenti disposizioni:

INGRESSO.
Il Governo israeliano ha annunciato la riapertura ai flussi turistici internazionali a partire dal 9 gennaio.

I viaggiatori provenienti dall’Italia, oltre a dover essere in possesso di un certificato di guarigione UE valido (rilasciato da meno di 6 mesi) o aver completato il ciclo vaccinale da meno di 6 mesi, dovranno effettuare un test PCR con esito negativo non oltre le 72 ore antecedenti la partenza o antigenico nelle 24 ore antecedenti la partenza e compilare l’Entry Statement Form nelle 48 ore che precedono il viaggio.
Dovranno inoltre restare in quarantena fino alla ricezione dell’esito del test molecolare effettuato all’arrivo in aeroporto in Israele o comunque non oltre le 24 ore dall’ingresso nel Paese. 

Si raccomanda e di monitorare costantemente il sito del Ministero della Salute e del Ministero del Turismo israeliani, cui si rimanda per eventuali approfondimenti.

USCITA.
Le Autorità israeliane hanno disposto che l’Italia sia considerata destinazione a rischio epidemiologico medio (“arancione” nella classificazione del Ministero della Salute israeliano).
I viaggi verso l’Italia sono quindi permessi ma sconsigliati per tutti i cittadini israeliani e gli stranieri residenti. Per contro, in base alla normativa italiana attualmente in vigore, l’ingresso in Italia da Israele è consentito anche per motivi di turismo. Prima della partenza, è tuttavia obbligatorio attenersi al protocollo previsto per i Paesi inseriti nell’elenco D, consultabile  a questo link
Si ricorda che il Ministero della Salute italiano ha riconosciuto i certificati israeliani di vaccinazione e guarigione dal COVID (vedi qui modello riconosciuto) e quelli che attestano un tampone negativo come equivalenti ai certificati italiani per l’accesso in Italia a locali e pubblici esercizi al chiuso, nonché a spettacoli ed eventi.

Aggiornamento COVID 19  – Israele al 10 Dicembre 

ISRAELE: COVID-19. Aggiornamento
 
Per l’ingresso e l’uscita da Israele sono in vigore le seguenti disposizioni:
 
INGRESSO. L’ingresso in Israele è vietato ai cittadini stranieri non residenti almeno fino al 22 dicembre 2021.
In alcuni casi, specificamente previsti dalla normativa israeliana e che presentano carattere di eccezionalità, i cittadini stranieri che abbiano necessità di recarsi in Israele possono presentare una domanda di ingresso al cosiddetto “Exceptions Commitee” (https://govforms.gov.il/mw/forms/knisalisrael%40mofa.gov.il#!requestDetails). Quest’ultimo valuterà la richiesta e, se del caso, accorderà un’autorizzazione all’ingresso. Il quadro normativo resta tuttavia molto fluido. Si raccomanda pertanto di monitorare costantemente il sito del Ministero della Salute israeliano, cui si rimanda per eventuali approfondimenti (https://corona.health.gov.il/en/abroad/arriving-foreign-nationals/).

USCITA.
In aggiornamento ….

Aggiornamento COVID 19 normativa italiana – Israele al 15 giugno 

Aggiornamento Per l’ingresso e l’uscita sono previste le seguenti regole:

INGRESSO.

Per imbarcarsi su un aereo diretto in Israele è necessario mostrare:

  •  un test PCR negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza e un’autocertificazione sanitaria che va compilata online, entro le 24 ore dalla partenza (c.d. “inbound clearance application”). Il modulo è disponibile su questo sito.

Per i cittadini non israeliani è inoltre richiesta un’autorizzazione all’ingresso da parte delle Autorità israeliane rilasciata, su domanda degli interessati, dall’Ambasciata israeliana del Paese di provenienza e dal Ministero dell’Interno israeliano per motivi di comprovata necessità ed urgenza (questo il link dove sono elencati i motivi che giustificano l’ingresso e il modulo digitale di presentazione della domanda) e un certificato di assicurazione medica per il periodo di permanenza che includa espressamente la malattia da COVID19.

All’arrivo nel Paese, i viaggiatori dovranno effettuare obbligatoriamente in aeroporto un ulteriore test PCR. Nel caso di risultato negativo, i viaggiatori con certificato di vaccinazione o di guarigione rilasciato dalle Autorità sanitarie israeliane non saranno sottoposti a obbligo di quarantena, mentre per tutti gli altri è previsto un periodo di quarantena di 14 giorni che può essere ridotto a 10 giorni, nel caso di ulteriore tampone negativo effettuato nove giorni dopo l’arrivo (maggiori informazioni sono disponibili a questo link).

I viaggiatori che dispongano di un certificato di guarigione o vaccinazione non rilasciato da Autorità sanitarie israeliane dovranno in ogni caso entrare in regime di quarantena, ma potranno chiedere l’esenzione una volta effettuato un test sierologico in laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute che certifichi la presenza di anticorpi. 

La domanda per questa esenzione va presentata online su apposito modulo digitale (per maggiori informazioni e per il modulo digitale si rimanda a questo link).

Dal 3 maggio 2021 è fatto divieto ai cittadini israeliani di viaggiare (salvo casi eccezionali) verso Argentina, Brasile, Sudafrica, India, Messico e Russia. I cittadini israeliani in ingresso che abbiano visitato tali Paesi negli ultimi 14 giorni dall’arrivo in Israele sono tenuti alla quarantena, anche se vaccinati o guariti (i cittadini stranieri sono obbligati all’isolamento in appositi ‘COVID hotel’).

L’obbligo non si applica ai voli indiretti da tali paesi, inclusi i voli dall’Italia con scalo a Istanbul, se i passeggeri rimangono nel perimetro dell’aeroporto per non più di 12 ore.

USCITA. Per l’uscita dal Paese i viaggiatori che non dispongano di un certificato di guarigione o vaccinazione rilasciato dalle Autorità israeliane sono tenuti a presentare all’imbarco un test PCR negativo effettuato nelle ultime 72 ore. Si sottolinea che per l’ingresso in alcuni Paesi in provenienza da Israele potrebbe essere richiesto un test PCR negativo anche per i viaggiatori con certificato di vaccinazione o guarigione, ovvero un test effettuato in un arco temporale inferiore (48 ore). Occorre quindi prestare la massima attenzione alle prescrizioni in ingresso del Paese di destinazione.

Per chi viaggia da Israele verso l’Italia, si ricorda che Israele è parte dell’Elenco C.

Le disposizioni relative ai viaggi da/per questo gruppo di Paesi sono indicate qui. Si ricorda, infine, che le Autorità israeliane potrebbero modificare ulteriormente le disposizioni relative agli ingressi nel Paese. Si raccomanda pertanto di monitorare costantemente il sito del Ministero della Salute israeliano e quello dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv, nonché il sito della propria compagnia aerea. Si suggerisce inoltre di prestare particolare attenzione alle regole e prescrizioni sanitarie previste dai Paesi di destinazione o transito. Per quanto riguarda le misure in vigore in Israele per il contenimento della pandemia (attività consentite, restrizioni alla circolazione e così via), si prega di consultare la sezione “Situazione Sanitaria” di questa scheda).

Aggiornamento COVID 19 normativa italiana – Israele al 28 Aprile 2021

Fino al 15 maggio, gli spostamenti da/per l’estero sono disciplinati  da: DPCM 2 marzo 2021, Ordinanza 2 aprile 2021, Ordinanza 16 aprile 2021 e Ordinanza 29 aprile 2021.
La normativa italiana individua cinque elenchi di Paesi a cui si applicano misure differenti, più alcuni Paesi sottoposti a misure speciali.

Israele è stato introdotto nei paesi dell’ elenco C 

 

 

 

Aggiornamento COVID 19 normativa Israeliana – 30 Aprile 2021
Aggiornamento: Per l’ingresso e l’uscita sono previste le seguenti regole:
 
INGRESSO: 
Per  imbarcarsi su un aereo diretto in Israele è necessario  mostrare un test PCR negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza  e un’autocertificazione sanitaria che va  compilata online, entro le 24 ore dalla partenza(c.d. “inbound clearance application”). Il modulo è disponibile su questo sito.

Per i cittadini non israeliani è inoltre richiesta un’autorizzazione all’ingresso da parte delle Autorità israeliane rilasciata, su domanda degli interessati, dall’Ambasciata israeliana del Paese di provenienza e dal Ministero dell’Interno israeliano per motivi di comprovata necessità ed urgenza (questo il link dove sono elencati i motivi che giustificano l’ingresso e al modulo digitale di presentazione della domanda). 

All’arrivo nel Paese, i viaggiatori dovranno effettuare obbligatoriamente in aeroporto un ulteriore test PCR.

Nel caso di risultato negativo, i viaggiatori con certificato di vaccinazione o di guarigione rilasciato dalle Autorità sanitarie israeliane non saranno sottoposti a obbligo di quarantena, mentre per tutti gli altri è previsto un periodo di quarantena di 14 giorni che può essere ridotto a 10 giorni, nel caso di ulteriore tampone negativo effettuato nove giorni dopo l’arrivo (maggiori informazioni sono disponibili a questo link).

I viaggiatori che dispongano di un certificato di guarigione o vaccinazione non rilasciato da Autorità sanitarie israeliane dovranno in ogni caso entrare in regime di quarantena, ma potranno chiedere l’esenzione una volta effettuato un test sierologico  in laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute che certifichi la presenza di anticorpi. 

La domanda per questa esenzione va presentata online su apposito modulo digitale (per maggiori informazioni e per il modulo digitale si rimanda a questo link).

USCITA: Per l’uscita dal Paese è necessario presentare all’imbarco un’autocertificazione sanitaria che va compilata online, entro le 24 ore dalla partenza (c.d. “outbound clearance application”). Il modulo è disponibile su questo sito. I viaggiatori in uscita che non dispongano di un certificato di guarigione o vaccinazione rilasciato dalle Autorità israeliane sono inoltre tenuti a presentare all’imbarco un test PCR negativo effettuato nelle ultime 72 ore. Si sottolinea che per l’ingresso in alcuni Paesi in provenienza da Israele potrebbe essere richiesto un test PCR negativo anche per i viaggiatori con certificato di vaccinazione o guarigione. Occorre quindi prestare la massima attenzione alle prescrizioni in ingresso del Paese di destinazione.

Per chi viaggia da Israele, dal 7 aprile fino al 15 maggio 2021, per l’ingresso in Italia è richiesto:
un tampone (molecolare o antigenico) negativo effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia;sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad isolamento fiduciario per un periodo di cinque giorni, previa comunicazione del proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio;sottoporsi al termine dell’isolamento di cinque giorni ad un ulteriore test molecolare o antigenico.Queste disposizioni non si applicano a chi rientra nelle condizioni di deroga come previsto dall’articolo 51, comma 7, del DPCM 2 marzo 2021. Consulta qui l’elenco delle eccezioni.
In base alla normativa italiana, gli spostamenti sono consentiti senza necessità di motivazione e quindi anche per turismo. Rimane l’obbligo di compilare l’autodichiarazione giustificativa per l’ingresso in Italia dall’estero.
Per ulteriori informazioni consulta questa pagina.
Si ricorda, infine, che le Autorità israeliane potrebbero modificare ulteriormente le disposizioni relative agli ingressi nel Paese. Si raccomanda pertanto di monitorare costantemente il sito del Ministero della Salute israeliano e quello dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv, nonché il sito della propria compagnia aerea. Si suggerisce inoltre di prestare particolare attenzione alle regole e prescrizioni sanitarie previste dai Paesi di destinazione o transito. Per quanto riguarda le misure in vigore in Israele per il contenimento della pandemia (attività consentite, restrizioni alla circolazione e così via), si prega di consultare la sezione “Situazione Sanitaria” di questa sched

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Documentazione necessaria all’ingresso nel Paese

Passaporto: Necessario con validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso. Per eventuali variazioni a tale norma si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato israeliano in Italia o presso il proprio agente di viaggio.

Viaggi all’estero dei minori: Si prega di consultare l’Approfondimento  “Documenti di viaggio – documenti per viaggi all’estero di minori” di questo sito.

Ingresso nei Territori Palestinesi: Non è possibile giungere nei Territori Palestinesi senza transitare per frontiere controllate da Israele. Tutti coloro che intendono recarsi in Cisgiordania e a Gaza devono quindi conformarsi alle normative israeliane. Ciò vale anche nel caso in cui si provenga dalla Giordania e si intenda entrare in Cisgiordania attraverso il ponte di Allenby, posto sul lato cisgiordano sotto esclusivo controllo dell’esercito israeliano.

Visto d’ingresso: Non richiesto per entrare in Israele come turista fino a 90 giorni di permanenza. Al momento dell’ingresso in Israele, le autorità israeliane non appongono il timbro di ingresso sul passaporto, ma consegnano un piccolo tagliando con i dati del viaggiatore e i termini del visto, da esibire in particolare in caso di ingresso nei Territori Palestinesi. Si raccomanda di conservare tale tagliando sino al momento del rientro in Italia.
Nei Territori Palestinesi, per soggiorni superiori a 90 giorni e per motivi diversi da turismo (studio, lavoro, ONG, etc.) è necessario munirsi di un visto “Judea e Samaria only” rilasciato in loco dall’autorità israeliana responsabile per i Territori Palestinesi (Coordinator of Government Activities in the Territories), tramite il Ministero palestinese per gli Affari Civili. Si suggerisce di contattare, prima della partenza, l’Ambasciata d’Israele a Roma per verificare se il programma di viaggio possa creare problemi al momento dell’ingresso in Israele.
La presenza di timbri o visti di alcuni Paesi arabi o islamici o considerati sensibili sul passaporto non costituisce, di per sé, motivo di respingimento alla frontiera israeliana ma può rappresentare un pregiudizio sfavorevole per la Polizia di frontiera, che può sottoporre il viaggiatore a lunghi ed approfonditi controlli con esito imprevedibile.

Per i controlli di sicurezza in aeroporto, sia in arrivo sia in partenza, i tempi richiesti possono essere più lunghi rispetto alla media. Occorre quindi avere pazienza e arrivare con un ampio margine di anticipo. All’arrivo, in alcune circostanze, i controlli possono includere lunghi interrogatori e perquisizioni e concludersi – per motivazioni anche non immediatamente esplicitate all’interessato- con un diniego di ingresso nel Paese. Situazioni di questo tipo si sono ad esempio verificate nel caso in cui le persone in arrivo non presentino sufficienti garanzie sulla natura turistica del proprio viaggio in Israele. La persona fermata è trattenuta in stato di detenzione amministrativa in stanze condivise, con limitate possibilità di contatto con l’esterno ed in condizioni di potenziale disagio. In questi casi, poiché il rientro nel paese di provenienza avviene di norma con il primo volo utile della compagnia aerea di arrivo verso la città di partenza, l’attesa del volo può essere superiore a un giorno. A volte è consentito ripartire con un volo di altra compagnia, ma con spese a carico della persona fermata.

Valichi (check-points): Il passaggio da Israele ai Territori Palestinesi avviene attraverso dei valichi (check-points) controllati dalle autorità militari israeliane, alcuni dei quali dedicati ai soli traffici commerciali o a speciali categorie di viaggiatori (ad esempio esponenti di governo, diplomatici).
Le autorità israeliane controllano attentamente l’attraversamento dei valichi, soprattutto in direzione di Israele. E’ sempre opportuno portare con se’ i propri documenti identificativi, il tagliando ricevuto in aeroporto o, in alternativa, il visto di soggiorno e ogni altro documento utile a dimostrare il diritto di accesso in Israele.

In alcuni casi, per ragioni di sicurezza legate a situazioni di tensione localizzata, le autorità israeliane si riservano la temporanea sospensione del passaggio attraverso alcuni valichi. Si raccomanda di verificare preventivamente l’apertura del valico prescelto. Per le stesse ragioni di sicurezza, Israele tende a sospendere il transito dei valichi in occasione delle più importanti festività ebraiche.

Respingimenti: Si registrano respingimenti alla frontiera israeliana di connazionali ritenuti non in grado di fornire adeguati chiarimenti circa contatti con controparti palestinesi all’origine del loro viaggio o che non presentino sufficienti garanzie sulla natura turistica del proprio viaggio in Israele.
A tal proposito, si sottolinea che le Ambasciate straniere in Israele non hanno alcuna capacità di influenzare le procedure di ingresso o respingimento dei propri cittadini alla frontiera. Si raccomanda nondimeno, in caso di difficoltà, di informare immediatamente l’Ambasciata d’Italia
Al fine di evitare provvedimenti di respingimento alla frontiera, le persone che siano state destinatarie di un provvedimento di espulsione dal Paese, che abbiano illegalmente risieduto in Israele o che abbiano ricevuto in passato un diniego di ingresso, sono invitate ad accertare quale sia il proprio status  presso le autorità consolari israeliane all’estero prima di intraprendere un viaggio in Israele o presso il Ministero degli Interni israeliano.
Si segnala altresì che alle seguenti categorie di persone, a prescindere dalla loro nazionalità, potrebbe essere impedito l’accesso a Gerusalemme e all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv:
– coniugi di un palestinese;
– bambini al di sotto dei 16 anni, i cui genitori siano iscritti nel “Registro della Popolazione Palestinese”.
Si segnalano, inoltre, possibili restrizioni per visti di lavoro a stranieri per lo più di ONG che operano nei Territori Palestinesi e a Gerusalemme Est.
Le autorità israeliane non ammettono il transito verso la Cisgiordania e Gaza di palestinesi privi della carta di residenza a Gerusalemme attraverso l’aeroporto Ben Gurion o altri aeroporti in Israele. Tale divieto è esteso anche a palestinesi con diverse cittadinanze, inclusa quella italiana. 

Nel marzo 2017 il Parlamento israeliano ha approvato una legge che impedisce l’accesso nel Paese a coloro che in passato hanno invitato al boicottaggio di Israele o degli insediamenti. Nel gennaio 2018 è stata pubblicata una lista di nomi di organizzazioni, tra cui alcune italiane ed europee, ai cui membri potrà essere negato l’ingresso nel Paese.
Per controllare il proprio status personale si potrà fare riferimento all’Ambasciata d’Israele in Italia.

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